Taranto – «Educare alla speranza per progettare un mondo diverso»

by  Mariaclaudia Salvaggio

 

Con Michele Dotti, al “P.ssa Maria Pia” di Taranto , i ragazzi sognano mete… possibili. Educare i ragazzi del terzo millennio è un’impresa complessa, carica di responsabilità, ma anche avvincente e ricca di soddisfazioni:

lo sanno bene la Dirigente Scolastica, dottoressa Rita Frunzio e i docenti dell’I.I.S. “P.ssa Maria Pia” di Taranto, che individuano ogni anno proposte interessanti e stimolanti per favorire la crescita umana e culturale dei giovani.

In quest’ottica, il 31 gennaio 2018, pertanto, hanno proposto agli allievi delle seconde e terze classi dell’Istituto l’evento “Sogno e son desto! Stavo cambiando il mondo e…ho dimenticato la pentola sul fuoco”: un incontro-spettacolo rivolto agli alunni delle Scuole Superiori, ideato e condotto da Michele Dotti, ironico e profondo, per riflettere su alcuni dei temi centrali per la qualità di vita.

Michele Dotti da molti anni svolge un’intensa attività educativa nelle scuole attraverso laboratori sull’educazione alla mondialità, all’intercultura, alla sostenibilità ambientale, alla pace.

Ha una lunga esperienza di volontariato internazionale, in vari stati dell’Africa occidentale; ha promosso campagne di sensibilizzazione sul commercio equo e solidale e organizzato esperienze di turismo responsabile in Burkina Faso: è, quindi, il tipo di personaggio che i giovani amano incontrare, perché li aiuta a pensare fuori dagli schemi e dagli stereotipi.

L’Autore scritto diversi saggi sulle tematiche della mondialità, dell’intercultura e dell’impegno civile e da qualche anno è attivo anche nel campo della produzione video, con inchieste e reportage.

I documentari prodotti recentemente sono “Una scuola diversa è possibile”, per RaiNews24, e la trilogia : “Questa te le potevi risparmiare.. energia”; “La legalità mette radici” e “Chi è straniero”, che andranno in onda nei giorni 6-7-8 febbraio 2018, alle 19,30, su TV2000, per la rubrica ECOLOGIA/LEGALITÀ.

Questo “sognatore instancabile”, come ama definirsi, ha coinvolto i ragazzi in un viaggio immaginario nel tempo e nello spazio, in una prospettiva interculturale, per capire come i diritti umani, la sostenibilità ambientale, l’occupazione e la giustizia sociale non siano in antitesi tra loro ma possano procedere di pari passo.

Il viaggio metaforico, dentro alla crisi e dentro se stessi si è svolto mediante la proposta di immagini, poesie, provocazioni e ironia, e non sono mancate gag esilaranti per scoprire come i nuovi stili di vita possano aiutare a risolvere alcune delle grandi sfide del presente, per guardare al domani con fiducia e rinnovata speranza.

Questa sorta di “teatro-proposta” (l’altra faccia del teatro-denuncia) che si presterà a molteplici sviluppi interdisciplinari nel corso delle successive attività didattiche, in linea con l’Agenda 2030 proposta dalle Nazioni Unite, ha suggerito alcune piccole/grandi scelte che si possono compiere per contribuire a creare un mondo migliore, partendo dall’impegno quotidiano di ciascuno.

Fonte: http://www.agoramagazine.it

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